Mannaggia, lo sapevo che non dovevo reiscrivermi su Second Life. Lo so, sono debole, sono soggetta alle dipendenze, mi lascio catturare e poi non so tirarmi indietro. Mi è capitao in passato con le chat, con i forum, ora mi succederà con SL, lo sento!
Sono diverse notti che faccio tardissimo. Mi rilasso, mi diverto, sto bene. Mi sono anche innamorata!! Ma quando distrutta finalmente chiudo la finestra sul mio secondo mondo, mi trovo troppo stanca anche per scrivere due righe!! Ufffffffffffffffffffffff!!
Nei giorni scorsi è comunque successa una cosa bella: scrivendo su un forum che frequentavo tanto tempo fa, ho avuto modo di scambiare qualche opionione sull’argomento che più mi sta a cuore (l’erotismo) con persone che trovo davvero interessanti. Addirittura prendendo spunto dal mio blog, un utente di quel forum ha aperto una discussione sul significato di erotismo, invitando ciascuno a spiegare le proprie predilezioni, ovvero a rivelare cosa lo eccita, cercando di spiegare anche il perché. Chiedeva inoltre di soffermarsi sulle forme espressive dell’erotismo, evidenziando se e quando queste riescono a toccare davvero le corde della nostra sensibilità, e dalle risposte mi sono resa conto che l’approccio di ciascuno alla materia può essere davvero diversissimo.
Per esempio, l’autore della discussione spiegava che gli è estranea ogni dinamica che implichi nella coppia di amanti uno squilibrio di potere. Tanto gli è estranea, che riferendosi al mio post “distrazioni” non è riuscito a coglierne l’essenza vera. Ha fatto riferimenti a una mia presunta “scelta” fra gli uomini presenti, all’umiliazione di quelli “scartati”, laddove nelle mie fantasie, che come ho già detto sono caratterizzate spesso da una forte componente di sottomissione, giammai oserei nemmeno pensare di poter essere IO a scegliere un uomo. Ne subirei la scelta. Nella mia fantasia l’individuare l’uomo per me sessualmente più attraente, rappresentava al massimo un auspicio, una speranza, che proprio lui decidesse di scegliere me per i suoi piaceri, non certo una pretesa.
Mi ha colpito che una persona, che per il poco che ho avuto modo di conoscere leggendola su quel forum, sembra molto attenta anche alle sfumature, non abbia saputo leggere dietro le righe, e comprendere l’essenza del mio pensiero. Non perché io mi ritenga particolarmente efficace nel descrivere, ma proprio perché il malinteso è sorto dalla completa assenza di condivisione di quella fantasia. Riflettevo dunque sul fatto che la descrizione o la rappresentazione della sessualità, per raggiungere il suo obiettivo (ma qual è poi il suo obiettivo? eccitare? suscistare riflessioni? spiegare? raccontare?) debba innescare un interscambio, creare un feeling, che non sempre è facile raggiungere.
Parlando con amici di questo blog, per esempio, ho riscontrato due diverse opinioni riguardo al fatto che io parli di pornografia. Uno di loro mi ha detto che descrivere un porno è “trash” (parlo del post “sensi primordiali”, per chi se lo fosse perso
), un altro al contrario mi ha detto invece che descrivendolo senza mostrarlo, avevo in un certo senso filtrato il porno attraverso la mia personale interpretazione e visione, “sdoganandolo” di fatto proprio da quell’ambito trash da cui proviene.
Alcuni sono rimasti molto colpiti ed eccitati da “ballo in maschera”, in cui la descrizione del contatto fisico è ridotta al minimo, trattandosi soprattutto di sensazioni, suggestioni; altri invece vengono “turbati” maggiormente quando scrivo in modo più esplicito e più diretto. Personalmente da lettrice non gradisco descrizioni eccessivamente “anatomiche” degli amplessi, ma non mi eccitano nemmeno i discorsi presi troppo “alla lontana”. Credo si tratti di una questione “di ritmo”, ed anche sotto questo profilo bisogna fare i conti con la variabilità dei tempi di ciascuno. Io sono inquieta, ingorda, golosa, azzanno, e nella troppa lentezza più che assaporare, perdo il piacere. Ma c’è chi è esattamente l’opposto di me, ed apprezza un lento crescendo di emozioni.
Io intanto… sperimento! Quello che davvero voglio evitare è di perdere di vista il senso di questo spazio, che è quello di esprimersi, di liberarmi, di essere me stessa completamente, senza sovrastrutture, senza tabù.
Per questo domani, con buona pace dei detrattori del trash, vi aspetta la descrizione di un altro filmino niente male
Lo so, lo so, alla fine era questo che aspettavate! Altro che statue del Canova, o poesie di Prévert!
Ma ora è tardi, dovete accontentarvi per questa sera solo di queste teoriche riflessioni!
Buonanotte!!




